Tibloc

Certe cose nascono quasi per caso, anche se qualcosa in germe doveva essere già presente.

Nipoti al mare, amici in ferie, Chicco che non vuol stare fuori per gli insetti, troppo caldo per finire di sistemare la legna, voglia di arrampicare e non sul pannello al capannone ma su bella roccia.

Un posto fresco e poco frequentato c’è: al “frigorifero”.

Dieci gradi in meno per correnti d’aria che vengono dalle grotte sottostanti, paretine tranquille, tirelli di 15 metri sotto il 6a.

La tecnica in auto assicurazione.

Tiri dal basso, non in top rope che considero roba da pavidi.

Trovo un video su YouTube, ragazzo simpatico e video tecnicamente ben fatto.

Ma che accento ha? No, non mi sbaglio, accento spezzino, roba di casa mia.

Bene, si parte, ho tutto ciò che serve, per ora faccio a meno del Tibloc che ho mandato a prendere online e che non è indispensabile.

Al frigo non c’è nessuno.

Prime prove tecniche.

Bello.

Nuova dimensione in arrampicata.

Molta concentrazione, che è meglio, ma tutto fila.

Imparo nuove manovre e nel contempo mi rendo conto di arrampicare meglio, più preciso, movimenti più fluidi.

Va a finire che mi piace più arrampicare da solo.

Mi sento parte della roccia.

Intanto Polly dorme.

E Chicco sogna la neve.